GIAN MARCO MONTESANO___ "Guerra e Pace"
 
 GIAN MARCO MONTESANO
GUERRA E PACE
C/O CASA MASACCIO ARTE CONTEMPORANEA
22 maggio - 04 luglio 2010

Valerio Dehò


Il titolo di questa grande mostra di Gian Marco Montesano presso la “Casa di Masaccio” di San Giovanni Valdarno, “Guerra e pace”, mette insieme i due poli tematici dell’attività dell’artista italiano più significativo della svolta figurativa degli anni Ottanta. La guerra e il periodo immediatamente seguente della ricostruzione e del ritrovato benessere,, gli anni Cinquanta e Sessanta, sono stati particolarmente indagati dall’artista torinese, che vive tra Bologna e Parigi. Gian marco Montesano, di cui tutti ricordano la partecipazione al Padiglione Italia della scorsa Biennale d’arte di Venezia, è un caso unico in Europa e nel mondo perché ha saputo ridare senso alla pittura di storia. Sono celebri infatti i suoi ritratti dei dittatori del secolo scorso, Hitler e Stalin, ma anche le sue innumerevoli e straordinarie opere legate al rapporto tra la guerra e la gente comune, con particolare attenzione ai bambini. L’artista sta creando da quasi 30 anni un grande romanzo popolare attraverso una pittura ad olio classica originale nelle inquadrature e nelle atmosfere.
La sua pittura dedicata al Novecento e ai suoi personaggi importanti, è presente in mostra con parte dell’opera “Padiglionitalia” costituita da 200 lavori 40x30 con cui ha partecipato alla Biennale. Personaggi illustri e meno noti, sono rappresentati in una sorta di carrellata sul XX secolo, con particolare attenzione all’Italia, ma sempre con uno sguardo sul mondo. Per Montesano l’arte è indagine della memoria, fissazione di ciò che è accaduto attraverso l’eternità della pittura, ma anche luogo in cui le culture si mescolano, in cui le immagini vengono poste in sequenza per diventare un immenso film di ciò che è accaduto.
La mostra di San Giovanni presenta complessivamente un centinaio di opere tra cui un magnifico trittico di 6 metri dal titolo “Credere, obbedire, danzare” del 2009 in cui la fisicità del corpo, la leggerezza della danza, e l’immagine degli sport sotto la dittatura nazista, sono giustapposti in un inno alla bellezza. Dal 1990 ad oggi l”Guerra e pace” presenta un compendio molto ampio dei temi trattati dall’artista nel corso della sua attività, dalle immagini della guerra fino alle copertine della rivista di fotoromanzi Grand Hotel, dalle icone di un’Italia del boom economico fino alle scene teatrali, si dipana un percorso antologico di grandi opere.
Il curatore della mostra Valerio Dehò ha realizzato la prima monografia dell’artista nel 1999 ed è uno dei critici italiani che maggiormente si è occupato del ritorno della pittura dopo la stagione concettuale. Un catalogo viene edito per l’occasione dalla galleria Carini & Donatini.


 
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