DAVID BOWES "Homunculus"
 
 

Panoptikon
lo sono quasi invisibile da quando ho cambiato la mia pelle e dato via il mio corpo. Ma ho conservato un occhio e l'ho pelato per renderlo più leggero, così leggero poteva galleggiare e levitare nell'aria e vedere tutto in chiara luce come una luna perpetua:
Strade, alberi, passanti, giovani amanti, madri pensionate, vecchietti, guappi, mendicanti, i giovani debuttanti, uguali.
Puttane, buffoni, esperti, embrioni non nati, gli sporchi, gli ingenui, i diseredati.
I vigorosi valorosi eroi della vita quotidiana tiratardi, cattivi amici, maghi della finanza, e i vecchi, giovani, ricchi, poveri, neri, rossi, gialli, e verdi di invidia o raggianti di orgoglio.
Rovinati e uomini di successo, padri in attesa, malandrini, commessi, e studiosi-tutti.
lo vedo la plebe disgraziata, e a disagio, gli sfondati di soldi, eleganti magnati, schiavi salariati, e malfattori, i fortunati, i mondani, benestanti o dimenticati, cercatori di dote, gli strizzacervelli, dottori, avvocati, e perdenti.
Tirchi, viveurs, e imbecilli e il resto, tutti loro, ognuno, dovunque, intorno al mondo, intorno all'orologio io sono sempre a guardarli.
Un occhio vigile un ostinato segnale di amore e desiderio
Napoli 1986
 
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